Ifigenia

 

Testo
Lina Prosa
Composizione vocale ritmica
e interpretazione

Miriam Palma

 

Il piacere della lettura del testo Ifigenia, mi ha stimolato a trovare un sottotesto che facesse snodare la mia voce, affinchè non fosse più la mia , ma le voci di tutti gli equivoci che nel corso della storia si sono creati. Come può la mancanza di un soffio di vento essere motivo di un uccisione? Addirittura di un sacrificio? L’intenzione ad essere la voce di Ifigenia di tutte le Ifigenie contemporanee, constiste nell’essere sobria, leggera, di una leggerezza pesante come solo l’aria-vento “aria che si sposta” può fare, come può l’aria essere pesante? Eppure ci riesce. Essendo una “cantante”che di aria se ne intende, (aria-respiro) mi veniva naturale esprimere tale pesantezza in maniera “leggiera” e dare un impulso vocale-musicale a tutto il testo. Mi è piaciuto immaginare Ifinenia essere consapevole del suo dramma, essere ancora più che consapevole, addirittura provare una sorta di sottile soddisfazione per il suo destino, una sorte che poteva essere cambiato addirittura da un “Bernacca” del momento. Che fare?...... Io Ifigenia mi chiedo…stare al gioco… con dignità con una follia-estatica che solo l’incoscienza di una donna può esprimere, essere, nonostante tutto, contenta. Una morte felice…sacra….eroica. Vocalmente e musicalmente ho affrontato la composizione come un cantore che narra non una vicenda, ma la sua. Ecco allora che a tratti il cantore e protagonista si confondono fino a coincidere. Le musiche, le suggestioni sonore hanno voluto mantenere una semplicità essenziale, per dare alla voce la possibilità di suonare- cantando la vicenda. Il Padre-la figlia-il destino-vento, diventano un'unica grande voce.